La rivoluzione di Google Analytics
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Anche se era nell’aria adesso è ufficiale, Google ha deciso che il 1 Giugno 2023, Universal Analytics (di seguito UA) andrà in pensione. Per la precisione in quella data non riceverà più dati dai nostri siti. Lo storico sarà comunque accessibile fino a dicembre 2023, poi non potremo più accedere alle nostre serie storiche. Come potrete immaginare a entrare in scena è Google Analytics 4, di seguito GA4, che già da tempo è disponibile e sul quale si sta creando documentazione ed esperienza.

Google Analytics e Google Analytics 4 sono due strumenti diversi

Le differenze tra i due sistemi sono notevoli, motivo per cui è importante prenderti il giusto tempo per abituarti ai cambiamenti. Parlo di differenze sostanziali: tutta la filosofia di tracciamento cambia. Su GA4 per esempio non troverete più le sessioni, il bounce rate, cambieranno molte metriche e soprattutto la reportistica. Insomma, se hai pensato che GA4 fosse l’aggiornamento del primo, ti sbagli: a discapito del nome, sono proprio due prodotti differenti.

Fondamentalmente GA4 nasce per misurare l'engagement dell’utente sul sito, attraverso gli eventi e tanta intelligenza artificiale. Non è meglio o peggio, è solo un nuovo approccio più flessibile, ammesso che si sappia esattamente cosa si vuole tracciare. Per questo motivo sarà sempre più necessario creare a monte dei piani di misurazione, cosa che su siti piccoli non era così necessario prima (anche se ovviamente preferibile).

Il passaggio da Universal Analytics a Google Analytics 4 non sarà automatico

Proprio così. Non aspettarti di aprire Ananlytics il 1 Giugno 2023 e trovarti l’account migrato da UA a GA4. Anzi, per essere subito chiari, non esiste la minima possibilità di trasformare l’account o di importare i dati di UA dentro a GA4. Proprio così, devi ripartire da zero. GA4 richiede oltretutto una nuova implementazione, ha script diversi e sfrutta datalayer diversi. Se stai già usando google tag manager forse la nuova implementazione sarà più indolore. Se non sei pratico di tag manager questo è il momento di iniziare ad usarlo: ti semplificherà la vita. Per chi invece già usa tag manager ci sono molte più opzioni, compresa la possibilità di riutilizzare i datalayer e gli eventi esistenti, usando dei tag di conversione del datalayer. Questo per altro permette di mantenere allineati i due sistemi senza dover intervenire sul sito.

La strategia per integrare GA4

La vera deadline è il 1 Giugno 2022. Implementare GA4 entro questa data vi permetterà di arrivare l’anno prossimo, alla data del passaggio obbligatorio, con un anno di storico e quindi di poter effettuare confronti sui dati. Questo a livello strategico è importantissimo perché affrontare un anno senza una serie storica precedente di riferimento è l’equivalente di dover navigare a vista. Il confronto dei dati è una parte fondamentale degli analytics. 

L’altro punto cruciale è tenere UA e GA4 in parallelo il più a lungo possibile: avrai il tempo di confrontare i dati raccolti e capire come leggere le serie storiche e osservare le differenze tra i due strumenti. Riuscire a capire bene il comportamento dell’uno e dell’altro ti permetterà di confrontare (manualmente s’intende) dati di anni distanti tra loro. 

La cosa migliore è che ti consulti fin da subito con il tuo team di sviluppo per capire gli interventi necessari e iniziare a calendarizzarli. 

Google mette a disposizione una guida per la migrazione e la mappatura: https://support.google.com/analytics/answer/10119380?hl=it 

Google Tag Manager e Data Studio i tuoi migliori alleati

Ho già menzionato tag manager. Questo fantastico strumento rimane fondamentale anche con GA4. Se non lo hai implementato fino ad oggi è il momento di farlo. Non esiste un motivo per non farlo e se stai leggendo questo articolo probabilmente ti sei accorto che averlo integrato in precedenza ti avrebbe fatto risparmiare tempo. A maggior ragione adesso che GA4 introduce la possibilità di tracciare eventi personalizzati, la combo con tag manager potrebbe portarti a misurare buona parte delle azioni sul tuo sito senza più rivolgerti ad un programmatore.

È richiesto comunque un intervento sui datalayer del sito e probabilmente una parte di codice andrà rivista, ma facendo le cose per bene poi sei autonomo.

L’altro strumento che diventa fondamentale soprattutto durante questa transizione è Data Studio, la soluzione di Google per creare  report personalizzati. Anche in questo caso l’ideale sarebbe che tu lo stessi già usando, altrimenti questa è l’occasione per iniziare a farlo.Creare dei report personalizzati significa aver chiaro gli obiettivi di tracciamento e avere un piano di misurazione. Passare attraverso questo strumento per la reportistica e l’analisi ti permetterà di limitare le difficoltà legate al cambio di interfaccia da UA a GA4 e creare continuità nella tua reportistica.

Non dimenticare il contesto

Ne parlavo qualche mese fa in un articolo. È un momento di grande cambiamento per analytics e tracciamento. Probabilmente starai gestendo il cookiegeddon e quindi sei alle prese con dati in calo, difficoltà nel ricostruire la user journey e altrettante contromosse.Il consiglio è di non cambiare tutto insieme ma procedere uno step alla volta, tenendo presenti quelle che sono priorità dovute a fattori esterni come la legge sui cookie già in vigore e ga4 da integrare entro giugno.Una volta adottati gli strumenti necessari sarà il momento di adoperare i giusti accorgimenti per recuperare più dati possibile.Il tracciamento è una parte cruciale del tuo business online. Se non sei sicuro delle operazioni da fare, prima di rischiare di compromettere la tua serie storica, rivolgiti a dei professionisti.

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